Bravi si diventa

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Mi è piaciuto, anche solo per gli spunti; forse il tema è un po' troppo ampio per essere discusso in 15 minuti.

Tutto cio' che si puo' dire sul miglioramento personale in 10 minuti, rispettando i tempi. Lo scopo di questi eventi e' anche dare nuovi spunti

Tutto sommato mi è piaciuto anche se non sono d'accordo al 100% con quanto asserito durante il talk e cioè che tutti possono diventare bravi e che il talento non centra. Soprattutto non proprio azzeccato l'esempio con Mozart, visto che la sua prima composizione l'ha scritta a 6 anni! Non penso possa essere liquidato solamente con studio, abnegazione e perseveranza ;-)

sono assolutamente d'accordo su tutto e tante volte ricordarcelo a vicenda fa proprio bene per uscire dalle piccole difficoltà di ogni giorno in cui perdiamo di vista il vero obiettivo del nostro lavoro che è la conoscenza. Per ottenere conoscenza in tutti i sensi ci vuole il miglioramento continuo! quello è il punto di partenza ;)

Ottimo argomento, ben preparato, condivido il perfezionamento tramite la pratica ed anche i modi suggeriti per migliorare.
In realtà la risposta della letteratura sul fatto che il talento venga da tempo e pratica non mi convince tantissimo, ma è un punto di vista.
Peccato per il disguido iniziale che ha fatto perdere un po' di tempo, ma kudos per aver rispettato i tempi (segno di rispetto per gli altri speaker).

Rated 4

Anonymous at 19:01 on 1 Dec 2013

Interessante punto di vista e ottimo spunto di riflessione
Nonostante il poco tempo e sebben abbia qualche perplessità sul fatto che tutti possano diventare bravi, comunque ben condotto.

Mi sono piaciuti l'argomento, le capacità espositive dello speaker e gli spunti pratici forniti per migliorare.

Non mi è piaciuta la superficialità con cui è stata introdotta la teoria di Ericsson, con molta enfasi sulla quantità, e troppo poca sulla qualità di pratica, oltre che sui fattori esterni che influenzano l'apprendimento.

Citare una teoria in modo parziale è rischioso; in questo caso si è secondo me data l'"illusione" che tutto sia possibile solo facendo molto esercizio. Ripetere 1000 volte un'azione, facendola sempre nel modo sbagliato, non porta d'altronde al miglioramento. A tratti mi è sembrato che nella presentazione si stesse quasi lasciando intendere il contrario.

Il talk è stato comunque piacevole e fonte di ispirazione, con diversi ottimi esempi pratici per il miglioramento professionale. Potrebbe migliorare moltissimo con maggiore aderenza e precisione nelle citazioni di derivazione scientifica.

Ho trovato interessante la carrellata sulle "tecniche di allenamento" e buona l'esposizione. Un po'fuori luogo le citazioni sulle connessioni celebrali.

Rated 3

Anonymous at 08:45 on 2 Dec 2013

mi sarei aspettata di più ma forse in 15 minuti era troppo poco

Efficace il fornire spunti visto il tempo stretto. Non concordo sulla visione riguardo alla possibilità di diventare "esperti" tuttavia lo trovo molto utile in un processo di miglioramento che deve essere prensete nella vita lavorativa (e non) di ciascuno. Sarebbe stato interessante valutarne il rapporto costi/benefici in termini di tempo speso per gli esercizi proposti rispetto al lavoro che poi viene fornito miglirato. In fondo, per chi lavora in questo campo, la visione che sembra prevalere è quella che "è meglio avere tanti sviluppatori mediocri" piuttosto che fenomeni, questo anche confermato da esternalizzazioni o paese in crescita nel campo del IT. Non è forse un po troppo pretenzioso cercare di raggiungere delle vette con il rischio di non averne il riconoscimento?

Molto d'accordo con quanto esposto anche se credo che doti innate esistano e c'è che ce le ha "di default" e chi invece se le deve costruire con sudore e fatica.
Interessante la presentazione dei Coding Dojos che non conoscevo.

Forse per migliorare l'esposizione andrebbe cercato maggiormente il "contatto" con chi ascolta evitando paroloni sconosciuti ai più (mi riferisco ad es. al riferimento fatto sulle connessioni neurali).

Un talk di grande ispirazione, da motivazioni concrete per tentare di raggiungere livelli erroneamente considerati inarrivabili da qualcuno.
Che la 'bravura' fosse conseguenza per la maggior parte del duro lavoro e solo minimamente del talento era qualcosa che già sapevo, ma ho molto apprezzato gli spunti proposti per il lavoro di sviluppatore e la ricerca di basi 'scientifiche' alle affermazioni fatte.
Farò i kata (sempre più noiosi con la ripetizione) con uno spirito nuovo :).
Tutto ben condensato in un tempo breve.